1 Dicembre 2020 Dialogo con
Andrea Carraro
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28 Novembre 2020 Intervista di Paolo
Restuccia
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5 Maggio 2011 Lo sguardo di Carraro
su Roma e periferia
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Sono uno scrittore italiano di romanzi e racconti, editor e docente di scrittura creativa alla Genius di Roma…leggi la bio completa
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Una vergogna straziante

Una vergogna straziante

LA PRESENTAZIONE del Branco al Festival di Venezia si preannuncia carica di polemiche. Alcune, strumentali e perfino grottesche, già si sono affacciate alla ribalta della cronaca; come quella di alcuni pregiudicati che avrebbero sporto denuncia contro la produzione chiedendo il sequestro della pellicola. Il motivo? Senza aver ancora visto il fil di Marco Risi, pretenderebbero

Immagini

(Il Sorcio) Acidissimo. Grande romanzo sull’impossibilità di salvarsi la vita

Raoul Montanari

(Il Sorcio) Un lamento per l’assenza di quello che una volta si chiamava Dio. La traversata di un sotterraneo buio, malsano, asfittico mette capo a un racconto benefico, orante. Finisci il libro e dici: “Che bello il mondo, se non fosse così”. Questa Aristotele la chiamava catarsi

Ferdinando Camon - La Stampa

Rarefatto e kafkiano, (Il Sorcio) ricorda il Pontiggia de La morte in banca. Magistrale per montaggio e stile, illumina la zona grigia dei rapporti umani

Angelo Ferracuti

Pochi scrittori sanno introdurci nel proprio mondo come Carraro. Dopo il Pasolini corsaro e il Cerami di Un borghese piccolo piccolo, Il Sorcio travalica, nell’orrore, la mera connotazione sociologica

Massimo Onofri - Avvenire

Con dialoghi di rara verosimiglianza e inaudita ferocia, (Il Sorcio) è una discesa nevrotica che richiama Italo Svevo. Superstizioso e rituale, ossessivo

Andrea Di Consoli - L'Unità

Uno dei rari scrittori subito riconoscibili, il più aspro del panorama italiano. Il Sorcio è una formidabile summa di debolezze e inattese oltranze umane

Luca Canali - Il Giornale

(Il Sorcio) Duro e avvincente, attualizza gli “inetti” di Tozzi e Moravia. Una tagliente fenomenologia del male grigio, familiare e inafferrabile che si nasconde nell’opacità del quotidiano

Filippo la Porta - Corriere della Sera