Carissimo Andrea, ti scrivo con molta commozione dopo aver letto le bellissime poesie di Questioni private. Se non avessi già tanta stima di te come prosatore, sai che mi verrebbe da dirti che questo tipo di poesia è la tua forma espressiva perfetta? Tutto ciò che non è essenziale viene tagliato via, resta solo questa spietatezza, questo dolore senza cure e senza medicine che metti in scena. Ode agli amici è un testo talmente violento da rendere quasi pleonastico Come fratelli, quasi ne fosse il vero cuore messo a nudo, con quella raggiera di rapporti tutti crepati, tutti rovinati da qualcosa (un vizio, un errore, una colpa) eppure irrinunciabili perché alla fine la tua vita, come quella di tutti, è stata questa, i visi che si sono affacciati al tuo orizzonte sono quelli e viene da pensare che non potessero essere altri. Ma i due testi che mi hanno davvero toccato fino al magone oltre sono stati il primo e il terzo. Ode al padre riscatta tutto il suo carico di rammarico e rimorso attraverso la componente narrativa, qui fortissima e fra l’altro molto interessante anche per il semplice lettore curioso, ma ‘e quando’ è proprio devastante. Impossibile non riconoscersi in questo elenco di piccole e grandi vergogne, sconfitte, tradimenti, che quanto più tu racconti come tuoi tanto più sembrano di tutti: basta sostituire un nome, un luogo, ed eccomi lì anch’io. Forse la sintesi più bella è quel flash meraviglioso della nonna morente, del nipote che fugge inseguito dal rimorso e della ‘pozza di sole sulla strada’ che nonostante tutto lo fa respirare. C’è dentro tutta la crudeltà della vita, il senso leopardiano di essere, nessuno escluso, piccole eruzioni di esistenza destinate a venire macinate e lasciate indietro. Quello che il ragazzo fa alla nonna verrà fatto a lui un giorno, lo sappiamo, pietà non ce n’è per nessuno; e l’amore che proviamo e quello che ci viene regalato sono sempre intrecciati con l’egoismo vitale impietoso di qualcosa più grande di noi che deve andar avanti, avanti, un mostro biologico del quale siamo solo brufoli, che non riconosce necessità se non in se stesso. Sono davvero felice di aver letto questo libro fra ieri sera e stamattina. Io mi deprimo con le cose brutte, anche quando sono allegre; le cose terribile come questa, se sono belle, mi danno un senso di esaltazione, ed è quello che provo ora. Un grandissimo abbraccio dal tuo Raul e buon 2014.

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