Caro Andrea, qualche giorno fa a un certo punto ho DOVUTO brandire Da Roma a Roma e leggere per intero Le chiese di Centocelle… Insomma, cosa devo dirti? Un altro capolavoro. Mi piace tutto, la lingua, lo sguardo risentito, la precisione straordinaria dei dettagli e la disciplina lessicale per cui ogni cosa ha una e una sola parola che la evoca; adoro la tua presenza fisica nei reportage, il corpo (quando ti fai largo ‘a spallate’ nella chiesa!), quella puntata immancabile verso la trattoria. Temo di non essere più obiettivo, perché provo una tale simpatia narrativa per quello che scrivi che davvero non riesco più a percepire cadute di tensione o ispirazione. Ho parlato molto di te anche alla mia scuola di scrittura, suscitando grande entusiasmo. Una mia allieva ha pubblicato sul detestabile ma utile Facebook il link a una scheda del libro, completa di copertina, e io ho commentato così: ‘È meraviglioso! Adoro Andrea Carraro, è al livello top degli scrittori italiani che amo di più. Non c’è mai niente in lui che mi annoi, che mi dispiaccia, che mi deluda.’ Ecco, spero di non averti annoiato, dispiaciuto, deluso nemmeno io. Ti abbraccio con tutto l’affetto che sai. Il tuo Raul.

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